Mezzi di movimentazione magazzino

I mezzi di movimentazione in magazzino

L’esigenza di movimentare la merce nel sito di produzione in maniera veloce, efficiente e sicura ha portato lo sviluppo di mezzi altamente specializzati. I modelli più sofisticati sono dotati di sistemi di controllo avanzati per facilitare la guida e monitorare i parametri di sicurezza, rendendo le operazioni più fluide, sicure e riducendo allo stesso tempo il consumo energetico.

L’uso di accumulatori elettrici agli ioni di litio al posto di quelli piombo-acido risponde all’esigenza di poter fare ricariche parziali senza dover attenderne la scarica completa (c.d. biberonaggio) oltre al beneficio di non aver bisogno di locali dedicati per la ricarica.

Facilità d’uso, ergonomia ed una nutrita gamma di accessori fanno parte dell’offerta dei migliori costruttori, assieme a soluzioni di software che permettono di ottimizzare la gestione della flotta anche da remoto. Per tutti i carrelli è necessaria una abilitazione, il c.d. patentino.

Il transpallet

Detto anche formichina, il mezzo più semplice: due forche ed un sistema idraulico sollevano il prodotto, di solito posato su un bancale, di alcuni centimetri da terra. Ruote o rulli, in parte direzionali, ne permettono lo spostamento; raggiunta la posizione le forche si abbassano poggiando la merce a terra.

Può essere ad azionamento manuale o elettrico con batteria ricaricabile.

Nel modelli elettrici più semplici l’operatore cammina seguendo il movimento della macchina: c.d. “uomo a terra”, in altre versioni l’operatore sale su una pedana c.d. “uomo a bordo”; queste ultime sono più efficienti. La direzione viene impressa da un timone che monta anche i comandi.

Il carrello elevatore frontale

Conosciuto universalmente come muletto, è il mezzo che non può mancare in magazzini dove la merce va sollevata oltre che spostata.

Dotato di 4 ruote di cui quelle posteriori sterzanti che nei modelli di portata inferiore sono accoppiate, può essere a batteria o con motore a combustione interna. L’operatore siede frontalmente ed ha sotto mano i comandi idraulici per il controllo delle forche mentre la marcia del mezzo ed il freno sono comandati da pedali; la sterzata è gestita da un volante.

I muletti si classificano in base alla loro portata: il modello più diffuso è quello da 2.000 kg

Il sollevamento della merce avviene idraulicamente con un sistema telescopico; la manovrabilità garantita dalla sterzatura posteriore e le dimensioni compatte lo rendono il veicolo ideale per operare in piccoli spazi come le corsie di un magazzino con scaffali.

I motori a combustione più diffusi sono alimentati a gasolio oppure a propano (GPL); più rari quelli a metano (gas naturale).

Un modello particolare di carrello elevatore frontale è il Sollevatore Telescopico, detto anche Manitou o Merlo dal nome dei maggiori produttori europei, dove le forche sono posizionate su un braccio ad inclinazione e lunghezza variabile: è una macchina da esterno, molto flessibile e adatta a lavorare su terreni accidentati come i cantieri edili o aziende agricole.

 

Il carrello stoccatore

Simile ad un transpallet, oltre alle funzioni di quest’ultimo consente il sollevamento in quota consentendo di posizionare il bancale su una scaffalatura o su un mezzo di trasporto.

Unisce alla manovrabilità e compattezza del transpallet le funzioni di sollevamento del muletto che può arrivare fino a 6 metri.

Modelli con operatore a terra, a bordo in piedi o seduto.

Il limite dello stoccatore sono i “piedi” che contengono le ruote anteriori: devono trovare spazio a terra e normalmente si infilano sotto il bancale al piano inferiore.

Il carrello retrattile

Per ovviare al limite dello stoccatore, le forche e tutto il sistema montante idraulico-telescopico avanza, permettendo di movimentare il bancale in quota, e successivamente si ritrae.

Sono i mezzi più produttivi per magazzini a scaffalature con grande sviluppo verticale: salita e discesa rapida, possibilità di operare fino a 14 metri ed elevate velocità di marcia ne fanno la macchina ideale quando occorre gestire un elevato numero di bancali.

Curiosità: per ridurre gli ingombri l’operatore siede “storto” (90° rispetto all’asse della macchina) con il vantaggio di controllare al meglio la marcia in ogni direzione.

Il carrello commissionatore

L’evoluzione del mercato ha portato all’esigenza di dover prelevare solo uno o alcuni dei pezzi che sono nella cella (c.d. picking) di un magazzino a notevole sviluppo verticale.

Il commissionatore porta l’operatore in quota assieme al bancale o al contenitore, permettendogli di completare la commessa con grande efficienza.

Le forche possono essere frontali (allineate rispetto all’asse longitudinale della macchina) oppure girate di 90° per operare in corsie più strette e senza bisogno di girare il veicolo.

Queste macchine possono essere equipaggiate con dispositivi di spunta della merce interconnessi con il sistema aziendale.

La tradotta

Si compone di una piccola motrice elettrica (c.d. trattore) e di un certo numero di rimorchi.

È un mezzo destinato alla movimentazione tra i vari reparti di uno stabilimento produttivo e rappresenta un’alternativa più efficiente al carrello elevatore nel caso di movimenti di merce frequenti e su percorsi ripetuti.

La merce viene posizionata su dei rimorchi agganciati in fila indiana e trainati dalla motrice.

Il “trenino” segue il principio del milk run (il giro del latte) con percorsi circolari e soste in punti prestabiliti; il sistema operativo programma i carichi e gli scarichi.

Nell’ottica del contenimento dei rischi, il percorso delle tradotte va pianificato in corsie dedicate limitando il più possibile l’incrocio con i percorsi pedonali; la circolazione deve avvenire a velocità di sicurezza.

Il convoglio viene guidato da un operatore ma sul mercato sono comparsi sistemi completamente automatizzati a controllo remoto che seguono un “binario virtuale” annegato nel pavimento.

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