Alcuni mesi fa abbiamo accennato al Crowdshipping: una sorta di “BlaBlaCar delle merci”; oggi approfondiamo questa modalità di spedizione applicata alla Logistica Ultimo Miglio
Inizialmente nato per le spedizioni di privati tra località distanti tra di loro : “devo comunque andare in macchina da A a B quindi trasporto delle cose per un terzo e recupero parte della spesa” sta avendo un discreto successo in ambito urbano grazie alla sua caratteristica di essere agile ed ecologico.
Difatti la tendenza vede che i siti di commercio online offrono il Crowdshipping come opzione sostenibile in alternativa al classico servizio di corrieri professionali, ma al prezzo di qualche disagio come i tempi più lunghi, trasportatori non professionali ed una copertura non completa.
Si tratta di semplici cittadini, non professionisti, che si mettono a disposizione per trasportare plichi e piccoli colli in percorsi che comunque percorrono quotidianamente: per esempio il percorso casa – lavoro. La sostenibilità del modello sta nel fatto che il “corriere occasionale” percorre comunque quell’itinerario, quindi l’impatto della consegna su ambiente e traffico è virtualmente nullo.
Il Crowdshipping fa parte della Sharing Economy – in Italiano: Economia Collaborativa – dove i cittadini condividono le proprie risorse (in questo caso: lo spazio sul mezzo di trasporto) per ottenere benefici anche per la collettività (riduzione della congestione dei veicoli, minori emissioni) e monetizzare dei tragitti che comunque avrebbero dovuto percorrere.
I dati parlano chiaro: dove questa alternativa è presente i clienti la scelgono oltre le previsioni quindi non è più una realtà di nicchia ma un fenomeno di tendenza, che sta attraendo l’attenzione dei colossi della logistica; caso emblematico è l’App statunitense ROADIE specializzata nella consegna a domicilio di colli di media dimensione come prodotti delle catene di fai-da-te oppure valige smarrite dalle compagnie aeree, che è stata acquistata dal gigante UPS già nel 2021.
Tutto viene gestito da App dedicate al servizio dove i privati si registrano e danno la loro disponibilità.
Il cliente effettua l’ordine flaggando l’opzione “crowdshipping”; quando il venditore riceve l’ordine la piattaforma ricerca l’utente disponibile più vicino che ritira il plico e lo porta in consegna; a seguito dell’avvenuta consegna il “corriere occasionale” riceve il compenso.
Particolarità del servizio:
- Soggetto alla disponibilità dei privati: manca una copertura completa di zone / orari può servire come integrazione ma non sostituirà il servizio di corrieri tradizionale
- Non esiste un quadro normativo di riferimento: l’attività è occasionale e non professionale; il compenso è un “rimborso spese” e non deve essere un guadagno.
- È indubbio che sia una soluzione “green”, tuttavia la riduzione di emissioni e di congestione urbana non sono misurabili con facilità
- Le App consentono di tracciare la spedizione; il pagamento del compenso è vincolato alla verifica della consegna sulla piattaforma; molte aziende offrono l’assicurazione contro danni o
smarrimento in opzione o per tutte le spedizioni
- I “corrieri occasionali” non sono figure professionali quindi non ci sono standard di comportamento e di affidabilità
- Sistema di valutazione degli utenti (rating con le stelle) per favorire comportamenti corretti
- Concorrenza ai Rider tradizionali con il rischio di “guerra tra poveri”
- Servizio etico e consapevole, apprezzabile dal privato ma spendibile dalle aziende e dagli enti pubblici
- Sostenibile solo nei centri urbani medio – grandi
- Perfetto per spedizione di plichi, pacchi o piccoli colli ma non adatto ad oggetti voluminosi / pericolosi / delicati
Un'azienda del settore ci dice che i driver collaborativi che consegnano spesa dal supermarket fanno una deviazione media di 2,27 km, che ha un impatto in termini di emissioni 3,5 volte più basso rispetto all’esperienza standard del cliente finale che va a fare la spesa al supermercato di persona.
Ultima frontiera: Crowdshipping con i Mezzi, dove il privato compie il tragitto su mezzi pubblici eventualmente servendosi dei PuDo (i c.d. “lockers) presenti presso le principali fermate dei mezzi.
Riassumendo: è un fenomeno interessante e sicuramente da considerare per quelle spedizioni urbane dove il cliente acquista in modo consapevole e sceglie una soluzione sostenibile.
C.B. marzo 2026