Scarti e Sfridi: impatto sul magazzino

Abbiamo uno scarto quando un prodotto del processo industriale non supera i controlli qualitativi quindi non è commerciabile secondo gli standard aziendali. La non conformità può essere intercettata in qualsiasi momento: se emerge al termine di una fase intermedia, la lavorazione del materiale viene interrotta.  
 
Lo sfrido è il materiale che viene eliminato durante la trasformazione da materia prima in prodotto finito; ad esempio: i trucioli di metallo, gli scampoli di tessuto, la segatura. Al termnine della lavorazione una parte della materia prima si ritroverà nel prodotto finito ed il resto, che è stato separato, è sfrido.
 
 
Un caso particolare è il c.d. “Calo Peso” ove la materia prima ha massa o volume inferiore a causa dell’evaporazione della frazione umida o di altre cause naturali di tipo chimico, fisico o biologico. Tipico dell’industria alimentare ma non solo: pensiamo al legno messo a stagionare che perde anche il 40% del suo peso per evaporazione dell’umidità in esso contenuta.
 
Un altro caso particolare è rappresentato dal c.d. “Calo Tecnico”: per i prodotti soggetti ad accise o vincoli doganali le normative prevedono una percentuale definita di perdita di peso / volume quando la merce è sottoposta a travasi, spostamenti o semplicemente se rimane depositata a lungo.
 
 
In tutti questi casi abbiamo delle differenze in peso / volume tra la merce in entrata e la merce in uscita: come comportarsi dal punto di vista della gestione del magazzino ?
 
 
Quando scarichiamo della merce dal magazzino per essere avviata alla trasformazione dobbiamo obbligatoriamente tenere conto degli sfridi, se previsti e calcolabili ad esempio in percentuale di peso / volume rispetto al grezzo, altrimenti ci troveremo con dei disallineamenti. Se la quota sfrido non è prevedibile / calcolabile – ad esempio in caso di lavorazioni fuori catalogo – essa va registrata a consuntivo e potrà essere utilizzata come riferimento in futuro.
 
 
La normativa italiana è particolarmente severa in materia di Scarti e Sfridi al fine di evitare evasioni ed elusioni: i controlli incrociati saranno sulla congruità tra merce in ingresso, materia prima lavorata e quota sfrido / scarto.
Ogni deviazione rispetto agli standard industriali e/o le tabelle in possesso degli ispettori potrebbe dare luogo a presunzioni di irregolarità, per questo la gestione del materiale deve essere attenta, puntuale e seguire le norme. Gli esperti suggeriscono di avere sempre pronti Certificati e Perizie per dimostrare la correttezza delle dichiarazioni anche a distanza di tempo ed evitare sanzioni.
 
 
Scarti e sfridi sono un costo per l’azienda anche se sono recuperabili: gestione fisica e documentale sono onerose anche perchè le norme in merito sono numerose e non sempre chiare. 
 
I prodotti di scarto possono
- essere riparati dallo stesso produttore (la c.d. ripresa) o da aziende terze
- messi sul mercato informando il cliente del difetto (la c.d. seconda scelta
- rottamati 
 
 
Il destino tipico dello sfrido è la vendita a peso a produttori che lo reimpiegano come materia prima: il truciolo metallico viene fuso, la segatura di legno viene pressata in pannelli, lo sfrido di generi alimentari viene destinato ad alimentazione animale o a compostaggio e così via. 
 
La cosa diventa ancora più complicata quando lo sfrido è riciclabile dall'azienda stessa in tutto o in parte come ad esempio i materiali plastici: esso ritorna a magazzino sotto forma di truciolo e andrà registrato come “materia prima non vergine” per evitare disallineamenti e confusione.
L'azienda avrà cura di specificare le modalità e la percentuale massima di materiale non vergine utilizzabile nella produzione di serie. Il riutilizzo (nello stesso stabilimento o ceduto a terzi) evita la gestione come rifiuto purché:
- il suo impiego sia dimostrabile
- non venga processato appositamente con metodi speciali
- si rispettino le normative ambientali nella sua gestione.
 
 
Lo sfrido non riutilizzabile è un “rifiuto” e quindi va gestito rispettando le normative specifiche: il costo è deducibile come costo d’esercizio e ogni passaggio va documentato.
 
 
Gli scarti sono evitabili e le aziende investono forti somme per arrivare ad una produzione con un numeri di scarti minimo o vicino a zero.
 
Ogni trasformazione industriale invece comporta una parte di sfrido: è inevitabile e l’ottimizzazione dei processi può solo ridurre la quota.
 
 
Sono previste agevolazioni sotto forma di crediti di imposta ed altri contributi nel caso in cui l’azienda introduca processi che rendono possibile un maggiore riutilizzo di scarti e sfrido nell’ottica dell’economia circolare e della gestione consapevole delle risorse e rispetto dell’ambiente.
 
 
C.B. maggio 2026
Dal 1991 l’outsourcing nel mondo dei servizi

Siamo una cooperativa del lavoro che opera a Verona e provincia dal 1991. Siamo al servizio dei lavoratori e delle aziende che necessitano di personale in outsourcing per la gestione della logistica, del magazzino, del confezionamento e delle pulizie industriali e commerciali.

Scrivici o chiamaci per avere maggiori informazioni.

Compila il form


Per avere maggiori informazioni sulla nostra azienda e i servizi che possiamo offrire, compila il form. Ti risponderà il nostro responsabile. 

*Tutti i campi sono obbligatori.

Scrivi il tuo nome.
Scrivi un indirizzo mail valido.
Scrivi un numero di telefono valido.
Campo non valido
Accetta il trattamento dei tuoi dati personali.

Euroservices Società cooperativa

Sede amministrativa: Via E. Fermi, 13/C - 37135 Verona
Sede legale: Via Sommacampagna 63H 37137 Verona
P.IVA 02254070234 - Alb.Soc.Coop.Mut.Prev. A116023 -  REA 227165 - Cap. Soc. € 25.600 i.v.