La scelta tra un sistema e l’altro dipende dalle sue caratteristiche da confrontare con le esigenze dell’Azienda. Entrambe i sistemi hanno la funzione di depositare / prelevare merce.
Il magazzino automatizzato prevede delle attrezzature a controllo remoto che operano su scaffalature convenzionali; le attrezzature sono guidate da rotaie o sistemi simili ed operano ad alta velocità.
Per razionalizzare al massimo l’investimento, i ripiani sfruttano l’immobile in tutta altezza e, spesso, anche in profondità arrivando a diversi metri sottoterra fino a 20 metri in totale.
Le prestazioni del sistema dipendono dalla velocità del trasloelevatore in orizzontale ed in verticale ma anche dalla sua capacità di accelerare e frenare a pieno carico e si misurano in numero di contenitori / ora oppure, se i contenitori sono disomogenei, in unità di peso / ora.
Il trasloelevatore si muove su una rotaia lungo la corsia ma, nei modelli più evoluti, può curvare ed operare in più corsie grazie a scambi simili a quelli ferroviari.
Alla fine del suo percorso il trasloelevatore incontra la testata: la stazione dove scarica / carica la merce su una rulliera o altra attrezzatura che la porta all’imballo, alla produzione o in qualsiasi altra stazione.
Caratterizzati da un investimento economicamente alto, i magazzini automatizzati offrono vantaggi come costi di gestione contenuti, affidabilità, basso rischio di danneggiamento merce e minimizzazione del rischio infortuni grazie al fatto che non ci sono persone all’interno dell’area di movimento; inoltre può essere dimensionato per gestire carichi molto alti.
Lo svantaggio principale del sistema consiste, oltre all’investimento iniziale, nella rigidità del sistema stesso: la parte edile è “importante” (scavi, costruzione in altezza) oltre alla necessità di rotaie ed altre infrastrutture; per questo ogni modifica avrà bisogno di accurata pianificazione, lunghi tempi di approvvigionamento e fermo delle operazioni durante il montaggio.
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Il magazzino robotizzato è uno strumento “Goods-to-Person” dove il sistema porta tutto lo scaffale avanti all’operatore, gli fornisce istruzioni per il prelievo / deposito, verifica che l’operazione è stata eseguita correttamente e riporta lo scaffale lontano dall’operatore per far spazio al successivo.
Il cuore del sistema è costituito dal c.d. “robottino” un attrezzatura di colore nero ed arancione nella foto che si infila sotto la scaffalatura, la solleva di pochi millimetri per poterla spostare e la porta alla destinazione in modo autonomo. Finito il lavoro, il robottino posa la scaffalatura e segnala di essere disponibile per un’altra missione.
Abbandonati sistemi complessi, rigidi e costosi come LIDAR o filoguide, i robottini seguono dei markers con codici a barre / QR adesivi sul pavimento: sistema economico e molto flessibile.
Per le sue caratteristiche, il sistema non è in grado di gestire grandi carichi quindi è adatto al picking di aziende dell’e-commerce. Consente lo sfruttamento massimo della superficie ma non in altezza: per questo i magazzini che utilizzano questa tecnologia spesso hanno più piani ad altezza standard.
Per ulteriori dettagli sul sistema rimandiamo ad un precedente articolo:
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